martedì 13 dicembre 2011

L’orribile attesa del Giudizio Universale

<< Conosci Gabriel da molto tempo? >>
Joshua rispose: << Lo conosceva mia madre. Fu lui un tempo ad annunciarle che sarei nato >>.
L’affermazione mi disorientò. Gabriel aveva avuto in mano il test di gravidanza della mamma di Joshua?


E’ ormai assodato: la trentacinquenne Marie con gli uomini non ci sa proprio fare. Eppure il suo fidanzato, Sven, sembra l’uomo dei sogni: dolce, gentile e soprattutto tanto innamorato di lei da volerla sposare. Quel giorno, in chiesa, Marie si rende conto che “finché morte non vi separi” è un lasso di tempo molto lungo! Insomma, come si fa ad essere sicuri di poter amare qualcuno per tutta una vita?
Il giorno dopo il “fatidico NO”, con la faccia gonfia di pianto e l’abito da sposa ancora indosso, Marie incontra un uomo eccezionale (ed eccezionalmente affascinante). Joshua viene dalla Palestina, ha due scuri occhi penetranti, voce profonda e serena ed un sorriso angelico. Marie rimane assolutamente stregata, e lo invita a cena dopo pochi minuti dal “piacere di conoscerti”.
Ma il carismatico falegname si rivela un tipo a dir poco singolare: canta salmi in ebraico, durante il loro primo appuntamento invita un mendicante a spezzare il pane – o meglio, la pizza – al loro tavolo e soprattutto confessa con la massima naturalità a Marie d’essere il figlio di Dio e che l’Apocalisse è prossima.
Spiazzante, ironico e dissacrante più che mai. 
Quello che all’apparenza può sembrare un romanzetto rosa da spiaggia è in realtà una storia profonda e commovente, divertente e frizzante, in grado di pungerci nel vivo sottolineando gli aspetti ipocriti del nostro modo di vivere ed indicandoci in maniera tutt’altro che saccente quanto possa essere facile vivere in maniera semplice. Rispetto e sincerità, sembra dirci l’autore tedesco, prescindono qualsiasi credo e religione. E se Kim, la protagonista de L’Orribile Karma della Formica, ci aveva dato modo di conoscere Buddha, passando da presentatrice televisiva di spicco a formica kafkiana, nel suo ultimo libro, Delirio di Una Notte di Mezza Estate, ci ritroveremo a leggere di una trentenne sfiduciata e disillusa che viene catapultata niente meno che nel corpo di William Shakespeare. David Safier ci presenta diverse verità, molteplici universi, senza mai risultare presuntuoso, anzi mostrandosi sempre aperto ad infinite spiegazioni, possibilità, alternative. E quando Kim, non più formica e tantomeno presentatrice TV, chiederà a Buddha se allora è davvero quella la vita dopo la morte, la divinità risponderà seraficamente che “esistiamo tutti”. Una volta morti, si prenderà cura di noi il dio in cui credevamo da vivi. Ottimo modo per risolvere le controversie religiose, no? Hanno tutti ragione. E per chi non crede affatto?
Capitolo dopo capitolo, quelli nati dall’ingegno del quarantacinquenne tedesco sono libri da leggere tutti d’un fiato, restando sorpresi dalla naturalezza con cui riesce a raccontare le cose più assurde. Non è detto che vinca un Nobel come García Márquez, il re del realismo magico, ma scommetterei che anche il genio colombiano potrebbe farsi due risate leggendo la storia di Joshua e Marie.
Uno stile narrativo tutto al femminile, ma non per questo stucchevole. Scorrevole, penetrante e divinamente esilarante, questo romanzo è un modo perfetto per augurare buon natale e regalare più di un sorriso.
Dopo aver vinto un International Emmy Award nel 2004, grazie alla serie televisiva Lolle, dopo il successo de L’orribile Karma della Formica, David Safier, con il suo L’orribile attesa del Giudizio Universale (titolo originale: Jesus liebt mich) riesce addirittura a superarsi creando la coppia più improbabile di tutte: Gesù Cristo ed una “non-proprio” credente.

Ambra

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