martedì 13 dicembre 2011

Un’Italia sonnambula


"Io non ho mai avuto motivo di combattere l'omosessualità: diciamo che non l'ho praticata però io amo l'omosessualità e dire amo è qualcosa di più che dire accetto"
U.Tognazzi

Get up! È un’organizzazione no profit fondata nel 2005 da un gruppo di attivisti, volta a promuovere campagne sui problemi dell’umanità quali la salvaguardia dei diritti e la conservazione dei beni naturali; lavora principalmente su Internet, all’indirizzo http://www.getup.org.au/, attraverso petizioni e donazioni dei singoli e si considera apolitica nonostante gli ideali rispettino, spesso, principi di sinistra.
In Italia il suo operato è del tutto sconosciuto, in particolare se parliamo dello spot che dal 24 novembre gira su Youtube riguardo la discriminazione dei matrimoni tra gay.
Sebbene Catania sia stata da poco definita dall’Expo di Bergamo una delle città più gay friendly d’Italia (assieme alla nostrana Taormina, o a Gallipoli, Padova, Viareggio e Torre del Lago), poiché meta di turismo omosessuale, questo non cambia l’avvilente grado d’arretratezza e chiusura mentale che imperversa in Sicilia e, in generale, nel nostro Paese. I casi di omofobia  sono all’ordine del giorno sotto lo sguardo arcigno di tutti, spesso comportamenti omofobi si esprimono tramite inconsapevoli e dolorosi atteggiamenti, come l’impulsivo disprezzo nei confronti di una lesbica che vuole donare il sangue, com’è accaduto a Roma, o più palesi e disturbanti come gli ideali dell’ex Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, sull’indecenza di un maestro dichiaratamente gay. 
L’omosessuale è visto ancora come un malato, un perverso, uno scherzo della natura.
La totale mancanza di rispetto dei suoi diritti si manifesta nella sua massima forma nel momento in cui calca la mano su un grande abuso: l’impedimento nel vedersi riconosciuto il proprio amore in senso legislativo. In determinati stati il matrimonio gay è consentito: Paesi bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, Danimarca, Norvegia, Islanda, Finlandia, Svezia, Stati Uniti (Iowa, Connecticut, Massachusetts, Vermont e New Hampshire), Canada (dove non è necessaria la residenza per nessuno dei due potenziali sposi), Brasile, Argentina e con rito solo simbolico e spirituale in Nepal.
E l’Italia? L’Italia non dorme, perché si è resa conto dell’esistenza degli omosessuali, ma non fa abbastanza, rimane in dormiveglia attendendo di poter seguire l’esempio di qualche grande Nazione che, tramite, qualche legge ad effetto si risvegli dal suo torpore; effettivamente non disprezza e non aiuta, se ne lava le mani come se non risulti egualmente vile. E gli Italiani? Gli italiani non guardano nemmeno la vera TV, si accoccolano sul divano aspettando l’ultimo programma-spazzatura da poter commentare e lodare senza il minimo accorgimento che in altri paesi di cui non si parla spesso, come l’Australia, c’è chi si muove e lo fa dolcemente, con naturalezza, perché l’amore tra due uomini o donne è naturale. Guardare per credere: http://youtu.be/_TBd-UCwVAY. Se non accettate l’amore tra omosessuali, non state rifiutando queste persone, state rigettando l’amore.

Isabella

1 commento:

  1. Suona così male il concetto di "tolleranza". Non ho mai sopportato sentir parlare di "accettare il diverso". Tollerare significa essere nel giusto a differenza di qualcun altro. Sei gay, sei extracomunitario, ma io sono "tollerante" e quindi ti sopporto, sono magnanimo e quindi non ti faccio del male. Da dove derivi poi questa presunta superiorità, cerco ancora di capirlo.

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